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  >  Film   >  “Raya e l’Ultimo Drago”: la nostra (entusiasta) recensione

“Raya e l’Ultimo Drago” è la prima recensione vera e propria che vi propongo per la nostra nuova rubrica “Popcorn…si parte!”.

Sapevamo di poterci aspettare un gran film e devo dire che ha soddisfatto sia le piccole che i grandi. Di sicuro papà farà una nota di merito solo per il fatto che si tratta di uno dei pochi film Disney senza stacchetti musicali e canzoncine (che io e le bambine, peraltro, adoriamo). Si avvicina di più ad un film d’azione che non una fiaba trasposta in computer grafica, ma non mancheranno nella trama i “buoni valori” e messaggi positivi, immancabili nell’esperienza Disney.

Detto questo, vediamo meglio di che cosa si tratta!

Il 59° Classico Disney

“Raya e l’Ultimo Drago” è un film d’animazione della Disney uscito quest’anno (2021) in anteprima premium su Disney+. Si tratta di nientemeno del 59° Classico Disney.

Sarebbe stato mooooolto bello vederlo al cinema, magari con un bel sacchetto di popcorn burrosi e con quell’atmosfera che c’è solo al cinema. Ma sono tempi duri e il film attualmente è disponibile solo in formula “VIP” sulla piattaforma di streaming online targata Disney al costo di € 21,99, mentre sarà disponibile per tutti gli abbonati a partire dal 4 giugno. Quindi, in soldoni, chi ha già l’abbonamento a Disney+ dovrà comunque pagare il sovrapprezzo oppure attendere il “via libera” a giugno. Allo stesso prezzo è disponibile per il noleggio su Prime, Google e Apple TV-

Noi ci entusiasmiamo sempre quando esce un nuovo classico Disney e sappiamo che difficilmente ci deluderà. Quelli degli ultimi anni sono stati davvero entusiasmanti: da “Frozen 2” a “Oceania”, passando per “Zootropolis”, “Big Hero 6” e il mitico “Ralph Spacca Tutto-Spacca Internet”. E siamo molto curiosi di vedere il prossimo, Encanto, che sarà ambientato in Colombia.

“Raya e l’Ultimo Drago” è un film realizzato in computer grafica e credo non occorra dirvi che, da questo punto di vista, è spaziale. I dettagli sono talmente curati da lasciare a bocca aperta e i bambini saranno sbalorditi di fronte a tanta magia.

Inoltre il film è ambientato in un sud-est asiatico immaginario e fantasy, abitato da creature leggendarie dotate di poteri incredibili. Per quanto di genere fantasy, le ambientazioni e i riferimenti culturali al mondo asiatico sono molto dettagliati e coerenti. Si tratta del frutto di anni di studio e di osservazioni dei disegnatori Disney che hanno cercato di riprodurre colori, atmosfere, materiali, tradizioni, quanto più fedelmente possibile di paesi come Vietnam, Laos, Cambogia, Indonesia, Thailandia, Singapore, caratterizzando i “regni” di cui narra la vicenda. Quindi l’ambientazione è perfettamente riuscita e riesce a trasportarci in quell’atmosfera, accompagnando i bambini a prendere confidenza con la cultura asiatica.

Vediamo allora di cosa parla quest’ultimo classico.

Raya, i draghi e Kumandra

La storia è ambientata a Kumandra, immaginario continente di un mondo nel quale uomini e draghi vivevano in armonia e prosperità. I draghi – simboli cardine della mitologia orientale – dispensavano protezione e saggezza agli uomini. Almeno finché gli uomini non cominciano a creare discordia tra loro, perdendo se stessi tra lotte di potere e ricerca di supremazia.

L’odio risveglia antichi demoni, i Druun, che cominciano a diffondersi nel mondo, trasformando gli uomini in pietra e alimentando la paura, la sfiducia. L’antico regno di Kumandra si spacca in piccoli regni: Cuore, Zanna, Dorso, Coda, Artiglio.

Ma tutto ciò avveniva 500 anni prima della nascita di Raya, principessa di Cuore. Al tempo il dilagare dei Druun è stato arrestato dalla potente Draghessa d’Acqua Sisudatu che è riuscita a convogliare i poter dei draghi in una Gemma Drago, scacciando gli spiriti e riportando tutti in vita. Tutti meno i draghi e finendo poi, lei stessa, per scomparire e finire nella leggenda.

Dopo il sacrificio dei draghi, il mondo ha continuato a vivere in una sorta di guerra fredda, almeno finché il padre di Raya, Re di Cuore, non raccoglie attorno a sé i sovrani di tutti i paesi per tentare, una volta per tutte, di riportare l’armonia e ricostituire Kumandra, facendo il primo passo verso l’auspicata unità.

Il Re di Cuore decide di compiere il primo passo, dando fiducia al prossimo. Avete presente quando per raggiungere un risultato positivo bisogna passare per una temporanea, seppur tragica, fase di puro caos? Ecco quello che succede quando Raya era bambina: l’immobilità finora sperimentata viene spezzata (per cambiare occorre sempre passare per una grande trasformazione) e – senza farvi troppo spoiler – si scatena un caos che riporta in vita i Druun.

È molti anni dopo che inizia l’avventura vera e propria del film che vede Raya mettersi in cammino alla ricerca di chi può, a suo avviso, riportare la pace: Sisu, l’Ultimo Drago, salvatorice del mondo.

Cosa ne dite di guardare il trailer per capire un po’ meglio la trama del film?

I temi di “Raya e l’Ultimo Drago”

Entriamo nel vivo della nostra recensione di “Raya e l’Ultimo Drago”.

La Fiducia è il tema centrale del film che si sviluppa in un modo che io ho trovato coerente e verosimile.

Non c’è l’eroe buono, dal cuore puro, che grazie alla sua infinita bontà rompe il muro d’odio degli “altri” cattivi ed egoisti. C’è una principessa, ma non è la solita principessa disneyana a cui eravamo abituati. È una principessa guerriera che rinforza il nuovo filone di donne autonome, forti e combattive che ci piace tanto e che appare fin da subito sfiduciata, ma agguerrita e coraggiosa. Nonostante la sua incapacità di fidarsi del prossimo, non ha rinunciato al sogno di riportare l’unità, anche se dovrà fare un viaggio in se stessa per ritrovare il suo passato ottimismo.

Nel suo viaggio dovrà scontrarsi con la sfiducia verso gli uomini e la diffidenza verso gli abitanti degli altri regni, ma troverà degli amici, pronti ad aiutarla mettendosi in discussione e a servizio di una causa comune. Subirà gli influssi positivi dell’antica saggezza di Sisu che ben si compensa con la sua buffa ingenuità, apparentemente fuori luogo in tempi tanto duri.

Sisu non è certo il drago che ti aspetti, ma è la controparte perfetta per Raya, principessa-eroina con principi morali molto alti, ma che è proprio grazie alla sua grande umanità, grazie alla quale riusciamo a vederne anche i difetti e le debolezze, che il personaggio è così tanto realistico e ci aiuta a immedesimarci.

Anche i nemici non appaiono davvero cattivi: viene loro concesso di mostrare la loro propria umanità, fatta di debolezze, ripensamenti, difficoltà nel capire qual è la scelta giusta da fare. Non vediamo mai dei veri “cattivi”, ma delle persone combattute di fronte alla necessità di proteggere se stessi e il proprio popolo.

A mio avviso la trama è ben costruita, verosimile e istruttiva e ci aiuta a spiegare alle bambine che in realtà nessuno è totalmente buono o totalmente cattivo e che l’importante fare sempre (per dirla alla Anna di Frozen) “ciò che è giusto”.

"Il mondo è lacerato, non puoi fidarti di nessuno. O forse è lacerato, perché non vi fidate di nessuno."

Considerazioni finali

“Raya e l’Ultimo Drago” è un film di tutto rispetto che vale la pena vedere e rivedere (lo avrete capito da questa entusiasta recensione!). Piacerà anche ai grandi e lascerà quel giusto mix di incanto e soddisfazione a tutti.

C’è da dire che è un film molto rapido, le scene si susseguono a gran velocità e ci sono molti combattimenti. Sicuramente non è il film ideale per bambini molto piccoli, ma per i più grandicelli sarà sicuramente uno spasso e non mancano nemmeno le scene comiche e le gag che fanno ridere a crepapelle i bambini.

Noi ve lo consigliamo davvero, ci è piaciuto e, anche se nei nostri cuori non può sostituire “Frozen”, si affianca senza problemi a classici stupendi come “Oceania” che riguardiamo sempre volentieri.

Infine, oltre alla nostra recensione di “Raya e l’Ultimo Drago”, non potevamo farti mancare i nostri consigli di lettura!

Consigli di lettura

Raya e l’ultimo drago. Staccattacca & colora. Con adesivi. Ediz. illustrata 2021

Le nostre bambine adorano questo genere di libri-attività originali con la storia dei loro cartoni preferiti e con tanti adesivi. Non sono eterni, perché dopo un po’ sono davvero malconci, ma per il prezzo anno valgono molto di più di altri quaderni di attività che non riescono a destare il loro interesse. L’attività più bella è sicuramente quella di incollare gli adesivi al giusto posto, seguendo la storia scritta e disegnata. Consigliato a partire dai 3 anni, tuttavia, “Raya e l’Ultimo Drago” è un film adatto a bambini con qualche anno in più.

Raya e l’ultimo drago. I capolavori. Ediz. a colori

Dei cartoni Disney esistono numerosi libri, libretti, librotti, libricini pensati per accontentare tutte le età. Questa collezione è attualmente la più indicata per le nostre bambine che hanno quasi 6 anni, perché ci sono abbastanza disegni, ma soprattutto una storia non brevissima da leggere. È consigliato infatti a partire dai 5 anni ed è anche una bella edizione, per noi è approvato!

Se ti è piaciuta questa recensione e ti piacciono i film Disney, oltre a “Raya e l’Ultimo Drago”, ti portiamo anche in viaggio (virtuale) a Londra attraverso 3 grandi classici!

Dal 2019 scrivo, fotografo e racconto le nostre avventure di famiglia su Dammilamano. Amo la montagna, i borghi marinari e le musiche di Yann Tiersen. Acquisto più libri di quanti riesca a leggerne, non vivo senza the caldo, sono intollerante al glutine, al lattosio e agli errori grammaticali.

dammilamanoblog@gmail.com

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